L’importanza di visitare un sito di recensioni prima di acquistare un prodotto

L’acquisto online di un prodotto sta diventando sempre più comune fra i consumatori, questa nuova forma di commercializzazione è dovuta anche al processo di digitalizzazione dei consumi che sta cambiando sempre di più le abitudini degli acquirenti.

Internet e l’e-commerce (o più semplicemente negozio online) danno al consumatore finale molte più informazioni con cui è possibile confrontare prodotti e prezzi più facilmente e velocemente. L’acquisto online, quindi, è in grado di fornire ai consumatori contemporanei, che cercano comodità e velocità, non solo più scelta, ma anche più convenienza e di conseguenza più soddisfazione.

Al giorno d’oggi un consumatore prima di acquistare un prodotto tende a consultare vari siti di recensioni per controllare le opinioni e i commenti dei clienti riguardo il prodotto che si vuole comprare, egli va quindi alla ricerca di informazioni e valutazioni che l’aiutino con la decisione finale.

In questa fase di ricerca il consumatore scoprirà quale brand gli potrà offrire la soluzione migliore per lui in grado di soddisfare le sue aspettative.

Questo meccanismo fa aumentare la fiducia dei consumatori verso le marche che più si prestano a far recensire i propri prodotti da chi li ha già acquistati, migliorando magari il prodotto in caso di eventuali recensioni negative. Questa è una delle principali ragioni per cui è utile leggere e confrontare le recensioni online, in questo modo si incrementa anche la loro stesura. È dimostrato infatti, che le recensioni online influenzano notevolmente la decisione del consumatore sull’acquisto di un determinato prodotto.

È risaputo che i consumatori si fidano di altri consumatori poiché essi spendono il loro tempo a far sapere la loro opinione su un determinato prodotto condividendo la loro esperienza di acquisto.

Se le recensioni poi, sono scritte su siti diversi da quelli dell’azienda produttrice, questo genera ancora di più un senso di fiducia dei consumatori nei confronti di quelle recensioni.

Chi scrive questo tipo di recensioni spesso è qualcuno che se ne intende del prodotto recensito e vuole condividere la sua conoscenza ed esperienza con chi è indeciso su quale tipo di prodotto acquistare e cerca nella rete un consiglio e delle opinioni differenti.

Questi siti di recensioni sono molto visitati da chi cerca delle informazioni relative a un prodotto, per questo devono essere scritte in modo semplice e diretto.

Un buon sito di recensioni online deve presentare il prodotto che sta per recensire soffermandosi sulle sue caratteristiche principali, per poi passare a redigere più recensioni dello stesso prodotto ma venduto da aziende differenti, specificando i pro e i contro di ognuno e riportando il feedback di altri consumatori.

La qualità delle informazioni è molto importante poiché è in grado di influenzare l’acquirente a scegliere quale prodotto dovrebbe comprare. Solo in questo modo il cliente avrà le giuste informazioni che lo condurranno all’acquisto del prodotto desiderato.

Ecco un ottimo sito dove è possibile trovare utili recensioni su vari prodotti

http://www.migliorirecensioni.it/

 

Intercettazioni: siamo per la libertà, non per la censura

Dopo un anno e 15 giorni in Senato e 11 mesi a Montecitorio, il 10 giugno il decreto legge 1611 (sulle intercettazioni telefoniche e ambientali) ha avuto, con il voto di fiducia chiesto dal Governo, il via libera dall’Aula di Palazzo Madama.  Adesso il testo (le modifiche le pubblichiamo in un file allegato) tornerà all’esame della Camera dei deputati. Ma, a questo punto, poco importa sapere se il dibattito avverrà entro luglio o a settembre.

Occorre proseguire nella mobilitazione per ottenere la modifica del ddl. Così come è stato approvato, il decreto, a nostro avviso, non riesce a tutelare la privacy dei cittadini e, nello stesso tempo, garantire il diritto dei giornalisti a informare e dei cittadini di sapere. In altri termini, occorreva mettere uno stop agli abusi che si sono verificati più volte con la pubblicazione di intercettazioni che riguardavano persone estranee alle varie indagini. Invece di colpire l’illegittima fuga di notizie si è preferito adottare sistemi che hanno però il sapore della censura.

Qualche collega, di recente, in disaccordo con chi sta cercando di contrastare il ddl Alfano, ha obiettato che tanta agitazione nasconde la mancanza di volontà della Fnsi di occuparsi seriamente della gestione del contratto nazionale di lavoro. Può darsi. Ma il ragionamento sembra solo un equilibrismo mentale. E lo diciamo noi della Fasipress, che siamo il sindacato alternativo alla Fnsi. Le responsabilità sono oggettive, nel non aver previsto nel contratto una qualsivoglia catena di comando, nel non aver dato corso ad una seria formazione continua dei giornalisti. Oggi, però, concentriamoci sul decreto. Ritroviamoci, una volta tanto, compatti sotto una sola bandiera, quella della difesa della professione, del diritto dei cittadini di sapere per capire e giudicare. Noi ci siamo.

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IL 25 MAGGIO AVEVAMO SCRITTO

INTERCETTAZIONI. DOBBIAMO OPPORCI A OGNI CENSURA DELLA LIBERTA’ D’INFORMARE

La norme che vogliono impedire il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini ad essere informati sono ormai in dirittura d’arrivo verso l’approvazione.  Dopo la Commissione Giustizia del Senato, ora la parola spetta a Palazzo Madama. Se fossero approvate così come possiamo leggerle nell’ultima scrittura sarebbe un fatto senza precedenti. In nome di un falso rispetto della privacy e col pretesto di proteggere le indagini della magistratura i promotori della legge mirano ad attuare una vera e propria censura sull’informazione. Nessuna notizia relativa ad atti d’indagine potrebbe più essere pubblicata se non dopo l’udienza preliminare. Che, con i tempi della nostra Giustizia, equivale nei fatti a “bruciare” la notizia facendole perdere ogni valore di attualità.

La Fasipress è in prima fila con i direttori delle testate, le redazioni e la Fnsi per opporci a queste norme. Siamo consapevoli che qualcosa va fatto per limitare i danni che qualche giornalista, improvvidamente, ha causato con alcune pubblicazioni. Ma occorre modulare il diritto alla privacy (art. 15 della Costituzione), il diritto di cronaca e critica (art. 21) e il diritto alla dignità personale (art. 3). Ogni squilibrio diventa una censura. Ogni sanzione, sia essa pecuniaria o, ancor peggio, di limitazione della libertà, avrebbe il sapore di una  repressione.

Per questo chiediamo ad ogni nostro iscritto e ai tanti aderenti alla Fasipress di manifestare la propria opposizione. Chiediamo ai colleghi parlamentari (e sono tanti), di respingere certe discipline di partito e di votare contro il provvedimento.

COSA DICE LA COSTITUZIONE

ART. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

ART. 15

La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.

La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.

ART. 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’Autorità giudiziaria.

Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Odg, the day after

Basta campagna, è tempo di lavorare.

Chiuse le elezioni, ci complimentiamo con tutti gli eletti  e auguriamo loro un sereno lavoro, nell’interesse della categoria. Diciamo ciò nel rispetto completo di quanto hanno deciso i colleghi in totale libertà. E lo facciamo senza riserve mentali, mettendo da parte l’appartenenza dei nuovi consiglieri a questa o quella lista, corrente o altro. Ora rappresentano – devono rappresentare – tutti noi, senza casacche di alcun tipo. Questo è il nostro auspicio, così come ci auguriamo che siano messe nel dimenticatoio le polemiche, gli attacchi e quant’altro della campagna elettorale appena finita.

VERO PLURALISMO

Noi della Fasipress abbiamo dato indicazioni di voto che tenevano conto della persona, del suo impegno, della sua lealtà, del suo spirito di servizio e coerenza. Poi, ogni iscritto era libero di dare la preferenza sulla base delle proprie valutazioni.  In ogni caso siamo lieti che molti si siano trovati d’accordo nel sostenere colleghi che sono stati eletti come Ottavio Lucarelli, Maria Chiara Aulisio, Mimmo Falco, Pierluigi Franz, Marco Tosatti, Gino Falleri, Roberto Zalambani, Gianfranco Sansalone, Angelo Baiguini, Massimiliano Saggese, Stefano Gallizzi, Gianni de Felice, Franco Abruzzo, Paolo Girola, Ezio Ercole, Alberto Sinigaglia, Emanuela Banfo, Lorenzo Del Boca, Marco Caramagna, Gianni Stornello, Antonio Borra, Mauro Bossola, Pietro Rossi, Gianni Dimopoli, Attilio Raimondi, Gianluca Amadori, Berard Ezio, Claudio Laugeri, Enrico Galeazzo, Michele Partipilo.

Altri, pur con il nostro aiuto, non hanno ottenuto i voti sperati e sono rimasti fuori.  Ma a loro va la nostra gratitudine per l’impegno che hanno messo, senza alzare i toni, nella campagna elettorale.  Così come dobbiamo segnalare il buon lavoro fatto dal nostro giovane servizio statistico che è riuscito a fornire sempre un quadro completo e aggiornato della situazione, regione per regione. Quadro che è stato ripreso e pubblicato sul sito di “Autonomia e Solidarietà Piemonte”. Grazie.

IL CASO PIEMONTE

Nel panorama generale vogliamo però soffermarci su quanto è accaduto in Piemonte. L’appuntamento elettorale era atteso, dopo le forti polemiche e gli attacchi portati avanti dalla Fnsi e da alcuni fiancheggiatori alla dirigenza dell’Odg nazionale. A Torino, poi, l’attenzione era sul confronto tra il presidente Del Boca e gli altri. Il risultato è stato forte e, per qualcuno, dirompente. La “cordata Miravalle” ha avuto una batosta già al primo turno dai pubblicisti. Compatti, i colleghi che facevano riferimento ad Ezio Ercole sono usciti tutti  e subito. C’erano 10 posti in palio (compreso un revisore) e dieci sono stati aggiudicati.

Questo risultato, all’ottenimento del quale anche Fasipress ha dato il suo contributo, è il segnale chiaro che esiste un altro soggetto con il quale fare i conti. Che non bastano gli appelli e le promesse pre elettorali e che la crisi del sindacato Fnsi, non più unico a rappresentare la categoria, si fa sentire.

Poi, c’è stato il ballottaggio. Alla fine, su 9 consiglieri regionali (esclusi i revisori) cinque sono della “minoranza” e 4 della “maggioranza” di Miravalle.  Infine, su 9 consiglieri nazionali, sette sono sostenitori diretti o indiretti di Del Boca, che è stato infatti rieletto. Una sorta di “ribaltone”, dunque. Un elemento nuovo che dovrebbe – a nostro avviso – far riflettere.

IL COMMENTO DI PUNTOEACAPO, CORRENTE FNSI

SALTANO DI NUOVO I GIOCHI DELLA MAGGIORANZA

“L’Altra lista” ha neutralizzato il tentativo dell’attuale maggioranza che governa il sindacato dei giornalisti di conquistare l’unico ente di categoria rimasto ancora fuori dal coro.

La coalizione di “Autonomia e Solidarietà, “Giornalisti Uniti” e “Quarto potere”, che aveva mobilitato i colleghi in questa crociata (vedere i faziosi articoli usciti – guarda caso – proprio a ridosso delle elezioni sul numero monografico del nuovo periodico della FNSI “Nella galassia dell’informazione” o le menzogne di alcuni suoi candidati nell’immediata vigilia), non ha raggiunto l’obiettivo che si prefiggeva. E questo, nonostante abbia scelto di candidare volti del piccolo schermo e grandi firme dei quotidiani per sfruttare al meglio, grazie alla loro notorietà mediatica, il sistema maggioritario senza voto di lista,  che non lascia spazio alle minoranze.

Puntoeacapo ringrazia le colleghe  e i colleghi che hanno votato L’Altra lista e sottolinea  il successo straordinario ottenuto dai suoi rappresentanti Enzo Iacopino (3° con il 42% dei voti) e Pierluigi Franz (4° con il 40,6% dei voti), rieletti nel Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti davanti al capolista di “Autonomia e Solidarietà, “Giornalisti Uniti” e “Quarto potere” e aspirante alla Presidenza del Cnog Giorgio Balzoni e ad altri 11 candidati della coalizione avversaria.

Nell’augurare ai due eletti buon lavoro, un ringraziamento particolare va agli altri candidati della squadra dell’opposizione che si sono spesi in una campagna elettorale difficilissima, ma che, purtroppo, non ce l’hanno fatta anche se per una manciata di preferenze.  Da registrare anche il successo di Massimo Signoretti eletto nel Consiglio del Lazio con 1 solo voto di scarto (dopo ben 4 riconteggi delle schede) davanti al portavoce di Autonomia e C. a Roma, nonchè fiduciario INPGI del Lazio, Ignazio Ingrao, giunto 7° su 6 posti disponibili con più di 250 voti di distacco dai suoi alleati (non é stata, però, questa la sola débacle dell’attuale maggioranza. A Milano è uscita clamorosamente sconfitta la Vice Segretaria generale della FNSI Daniela Stigliano di “Quarto potere”, arrivata addirittura 27^ su 17 posti disponibili).

“L’Altra lista” non ha usato “specchietti per le allodole”, ha conquistato i suoi voti uno ad uno con la forza dei fatti e dei programmi ed è riuscita a contrastare l’attacco. Lo dimostra il record dei votanti nel ballottaggio (ben 1.629, addirittura la metà in più del 2007), nonostante la scelta del seggio situato zona di Roma nord guarda caso vicino alla Rai di Saxa Rubra collegata tramite navette e pullmini.

L’impegno dei nuovi eletti è un contributo indispensabile per garantire il pieno diritto di rappresentanza di quanti, delusi dai risultati ottenuti dalla maggioranza del sindacato, credono che si debba proseguire nello sforzo di cambiare in vista dei prossimi impegni elettorali autunnali per il rinnovo dell’ASR e della FNSI e delle attese riforme in Parlamento. In testa la legge istitutiva dell’Ordine vecchia di 47 anni (occorrono nuove regole elettorali, disciplinari-deontologiche, nonché di accesso alla professione) e il pacchetto “libertà di stampa” (diffamazione e intercettazioni).

(fonte. Puntoeacapo)

NEBBIA SUL NUMERO DEGLI AVENTI DIRITTO AL VOTO

Dopo questa lunga premessa e i due commenti, il nostro sul Piemonte e quello, nazionale, di Puntoeacapo, passiamo al “Day after”. Pur esaminando attentamente i vari verbali, non si riesce a capire quanti erano gli “aventi diritto al voto”, dato importante per capire, rapportandolo al numero dei votanti, l’affluenza ai seggi. Se l’Ordine nazionale volesse contribuire a colmare questa lacuna, farebbe una cosa utile e gradita. Potremmo capire cosa accade nella categoria, il seguito dei due sindacati, il malumore esistente tra i colleghi.

LA NUOVA GIUNTA

Intanto, entro qualche settimana tutti i Consigli regionali saranno strutturati e si passerà poi, il prossimo 23) all’elezione dei vertici dell’Odg nazionale. Oggi, la situazione risulta questa:

  • Presidente: Lorenzo Del Boca – professionista Piemonte – riconfermato
  • Vice Presidente: Enrico Paissan – pubblicista Trentino – riconfermato
  • Segretario: Enzo Iacopino – professionista Lazio – riconfermato
  • Tesoriere: Nicola Marini – professionista Abruzzo – riconfermato

COMITATO ESECUTIVO

Professionisti:

  • Michele Partipilo – Puglia – riconfermato
  • Fiorenza Sarzanini – Lazio – riconfermata
  • Stefano Sieni – Toscana – riconfermato

Pubblicisti:

  • Sabrina Talarico – Veneto – riconfermata
  • Roberto Zalambani – Emilia – riconfermato

REVISORI DEI CONTI

Professionisti:

  • Massimo Signoretti – Lazio – riconfermato
  • Laura Verlicchi – Lombardia –

Pubblicista:

  • Sergio Torta – Calabria –

Frt promuove emendamenti per provvidenze e contributi

Nell’ambito dei lavori di discussione parlamentare della manovra finanziaria, sono stati depositati alla Commissione bilancio del Senato alcuni emendamenti, promossi dalla FRT, a firma del Sen. Alessio Butti (PDL). Gli emendamenti si propongono di ottenere quanto segue:

a) il ripristino delle provvidenze all’editoria per le emittenti radiotelevisive locali, attraverso la reintroduzione della norma ’abrogata dal “decreto milleproroghe”;

b) il rifinanziamento per il triennio 2011- 2013 dei contributi di cui alla legge 448/98 mediante la rideterminazione della quota del canone RAI da destinare, ai sensi dell’art. 10 della legge 422/93, a sostegno dell’emittenza locale. Mediante tale provvedimento alle emittenti radiotelevisive locali verrebbero riconosciuti, nel triennio 2011- 2013 150 milioni di euro annui.

Sul secondo punto va ricordato che originariamente le somme stanziate a favore dell’emittenza locale ai sensi dell’ art.10 della L. 422/93 (dalla quale ebbe origine la L. 448/98) erano rapportate al canone RAI.

L’importo iniziale era stato quantificato in 376 miliardi di lire, somma rapportata al canone RAI di quell’anno. Dal 1993 ad oggi il canone Rai è stato incrementato del 39,7%, pertanto anche la quota da destinare all’emittenza locale sarebbe dovuta crescere nella stessa misura arrivando a 270 milioni di euro attuali. “Tuttavia – si legge nelle motivazioni a sostegno dell’emendamento –  in considerazione del momento di crisi economica mondiale e dell’esigenze del paese, all’emittenza locale può essere decurtato il 44% di quanto dovuto, arrivando ad una quota pari a 150 milioni di euro per il prossimo triennio, cioè ad una quota almeno in linea con le misure di sostegno degli ultimi due anni”.

Ecco i testi dei due emendamenti:

Dopo l’articolo 44, aggiungere il seguente:

Articolo 44-ter (Misure di sostegno per le emittenti locali)

1.”Viene abrogato l’art. 10-sexies comma 1 lettera e) del decreto-legge 30 dicembre 2009 n. 194 convertito, con modificazioni, in legge 26 febbraio 2010, n. 25”.

Dopo l’articolo 44, aggiungere il seguente:

Articolo 44-bis (Misure di sostegno per le emittenti locali)

1.“La quota prevista annualmente a sostegno dell’emittenza radiotelevisiva locale dall’art. 10 della Legge 27 ottobre 1993, n. 422, pari a tre quarti delle quote di competenza delle amministrazioni statali del canone di abbonamento alla

radiotelevisione, e degli introiti equiparati al canone determinato ai sensi dell’articolo 4 della legge 25 giugno 1993, n. 206 e successive modificazioni ed integrazioni, equivalente a 270 milioni di euro, viene ridotta del 44% per gli anni

2011, 2012 e 2013. Alle emittenti radiotelevisive locali verranno, pertanto, riconosciuti, in tale triennio, 150 milioni di euro annui, e la parte rimanente, pari a 120 milioni di euro annui, rimarrà nelle disponibilità dello Stato”. (fonte. Frt, Federazione Radio Televisioni)

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