Apriamo una tribuna libera a tutti, affinché lo spirito che ha animato il convegno del 18 prosegua in un aperto dibattito tra giornalisti.
La Fnsi – ormai è sotto gli occhi anche di chi non vuol vedere – è malata. Lo diciamo legittimamente come osservatori di una situazione che provoca danno ad una categoria incolpevole. Lo diciamo ancora più legittimamente poiché certe sue azioni (tipo il contratto nazionale di lavoro) le abbiamo subite come giornalisti dipendenti. Non solo. La politicizzazione sindacale, l’attenzione rivolta quasi esclusivamente (senza una soddisfazione dei beneficiari di tante “cure”), l’aver trascurato e preso in giro ampie parti della categoria, hanno poi influito sulla qualità dell’informazione. Il che è l’elemento forse più grave. I giornalisti hanno il dovere di informare, i cittadini di essere informati.
La Cisl ha sollevato il problema dall’alto della sua autorevolezza. Noi, della Fasipress, secondo sindacato (dopo la Fnsi e fuori dalla Fnsi) che rappresenta i giornalisti, abbiamo condiviso nello spirito e nei contenuti l’iniziativa. E, dopo il convegno romano di mercoledì 18, qualcosa si è rotto dentro Fnsi. Oltre a tanti iscritti che non si riconoscono più in quel tipo di sindacato, sono venute le osservazioni critiche anche da parte di correnti che nella Fnsi hanno un peso non trascurabile. In allegato riportiamo due messaggi, di Puntoeacapo e di Lettera 22. Quest’ultima aveva anche aderito al convegno Cisl.
Lasciamo ai colleghi la libertà di dare questo o quel significato alle parole. E sin d’ora li invitiamo ad esprimersi illustrando la propria opinione, ricordando la propria esperienza. A tutti daremo spazio.
Scritto da Cinzia Romano
Giovedì 19 Novembre 2009 11:20
Esecutivo di Puntoeacapo
Quanto prevedibile sta avvenendo: lo scontento dei colleghi rispetto al sindacato più unico che unitario è un dato di fatto e la favola della Fnsi pluralista, già vacillante da tempo, mostra la sua debolezza. La gestione del sindacato prima e dopo il Congresso di Castellaneta, l’iter del negoziato che ha portato allo sciagurato contratto e alle ancor non del tutto percepibili nefaste conseguenze, ha determinato lo scontento di una vasta parte di giornalisti. Ed è innegabile che anche la manifestazione del 3 ottobre, giusta nelle intenzioni, si sia caratterizzata politicamente non interpretando di fatto le ragioni di una gran parte della categoria che avrebbe apprezzato una prova concreta di quell ‘autonomia e indipendenza, rispetto a tutte le parti politiche, che dovrebbe caratterizzare il sindacato unitario di chi fa informazione.
La questione centrale dunque non sta nel guardare alla Cisl o nel farsi incantare dalle lusinghe governative, ma nel non cadere nella trappola del solito teorema: chi non è d’accordo è un nemico da sospettare e combattere, come ancora una volta sembra emergere dal comunicato della Fnsi e dalle parole del segretario Franco Siddi. Sarebbe invece finalmente ora che la Federazione nazionale della Stampa facesse autocritica, ammettendo gli errori e le derive ideologiche percorse e riaprisse le sue porte, tornando credibile per tutti quei colleghi non iscritti, indifferenti, lontani, delusi ( e sono la maggioranza) per dare loro di nuovo quelle ragioni profonde che avevano sostenuto l’idea del sindacato unitario.
Ragioni tuttora valide se si vince questa sfida. Altrimenti, ancora più che la possibilità della nascita di un nuovo sindacato, sempre possibile, c’è la prospettiva ben più pericolosa e reale di una disaffezione generale che, questa sì, potrebbe ancor più disgregare la categoria indebolendo i giornalisti, a tutto vantaggio dei poteri forti. Ci auguriamo che, al di là delle polemiche tra Cisl e Fnsi, la Federazione sappia recepire i segnali che finora ha voluto ignorare e che, invece che gridare sempre al complotto, sappia trarre spunto da quello che da anni sta avvenendo davanti ai suoi occhi, per ripensare alle sue regole interne, ai suoi statuti, alla sua organizzazione e al suo modo di governare.
INFORMAZIONE: LETTERA 22, CISL NON CONTRO UNITA’ GIORNALISTI
(AGI) – Roma, 18 nov. – “Con la sua astiosa dichiarazione odierna contro la Cisl, il segretario Fnsi, Franco Siddi, ha definitivamente gettato la maschera, dichiarando il carattere politico che l’attuale dirigenza ha impresso alla Federazione nazionale della stampa, in spregio alla sua natura di sindacato unitario e dunque pluralista”. Lo dicono per l’Associazione Lettera 22, il presidente Paolo Corsini e il segretario Marco Ferrazzoli. “La Cisl – sottolineano gli esponenti di Lettera22 – con il suo convegno odierno sull’informazione, ha invece interpretato un malcontento da noi non solo condiviso, intervenendo all’incontro, ma gia’ espresso in occasione del fallimentare rinnovo contrattuale, del tradimento dell’impegno di tenere un referendum consultivo e della manifestazione del 3 ottobre, collaterale a Cgil e partiti di sinistra e contrabbandata come difesa della liberta’ di stampa. A disunire i giornalisti non e’ la Cisl ma questa Fnsi”. (AGI) Cav 181938 NOV 09
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Nessun commento su “Siddi & C. rimbrottati anche all’interno della stessa Fnsi”
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