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Agenzia Mediaset, un altro regalo del nuovo contratto

Pochi giorni fa (venerdì 4) Mediaset ha annunciato la prossima creazione di un’Agenzia dell’informazione. Si tratterebbe di una struttura interna, diretta da Mario Giordano, che disporrebbe di un organico di circa cento giornalisti provenienti da Studio Aperto, Tg4 e TgCom e corrispondenti regionali. La mission sarebbe quella di garantire la produzione informativa di cronaca, attualità, spettacolo, cultura. Solo la politica resta fuori dal pacchetto. I servizi saranno utilizzati dalle varie testate del Gruppo e, un domani, potrebbero essere la base forte per la realizzazione di un canale all news.

In questo modo, secondo Mediaset, si otterrebbero una razionalizzazione aziendale e il contenimento dei costi. Per i giornalisti, invece, c’è il rischio dello svuotamento di alcune redazioni (Tg4 e Studio Aperto in particolare). Su questo punto il direttore del Tg4, Emilio Fede, ha dichiarato “Non è previsto in alcun modo lo smantellamento del Tg4 che resta una realtà storica e prestigiosa dell’informazione di Mediaset, grazie all’impegno di molti dei suoi giornalisti. L’iniziativa, piuttosto servirà anche a rendere più produttiva quella parte della redazione che – finora – non aveva avuto modo di esprimersi. Il Tg4 resta con le sue edizioni del telegiornale, gli speciali di attualità, la diretta in prima serata di grandi avvenimenti. E resta, con quei giornalisti, che hanno reso possibile l’inizio dell’informazione diretta sulle reti Mediaset. Dalla guerra del Golfo in poi”. Ma le parole del direttore non sono bastate a tranquillizzare le redazioni che, comunque, hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione.

Sin qui è la cronaca, in sintesi, di quanto è accaduto nel gruppo Mediaset. Siamo davanti ad una ricaduta – la prima di queste dimensioni – consentita dal nuovo Contratto nazionale di lavoro. Era stata prospettata (insieme ad altri rischi per i giornalisti) già prima della firma dell’accordo. Oggi, purtroppo, c’è la conferma alle tante preoccupazioni.

La Fasipress è vicina alle redazioni e garantisce sin d’ora ogni forma di aiuto e sostegno che si renderanno necessarie per tutelare il libero e indipendente lavoro giornalistico. Sostiene inoltre, condividendone i concetti ispiratori e gli obiettivi, il Comitato “Eccoci” che si è appena costituito.

LE U.O.A NEL CONTRATTO

Nell’art. 4., così come è stato diffuso (il testo ufficiale non è stato pubblicato a distanza di oltrre sei mesi) c’è scritto che “…Le unità organizzative redazionali – equiparate a testate nel contesto delle previsioni di cui al comma successivo – hanno la funzione di fornire contenuti informativi giornalistici a qualsiasi testata e per qualsiasi prodotto edito dall’azienda, nonché per le testate edite dalle imprese controllate dalla stessa proprietà (art. 2359 C.C.).
Nel rispetto dei poteri dei direttori, chiamati a garantire l’autonomia delle testate, e delle disposizioni sugli orari di lavoro previsti dall’art.7, il giornalista potrà svolgere la sua prestazione lavorativa per qualsiasi testata, per ogni unità organizzativa redazionale e per qualsiasi prodotto editoriale edito dall’azienda, compresi quelli multimediali, nonché per le testate edite da imprese controllate dalla stessa proprietà (art. 2359 C.C.)”.

In caso di cessione dell’opera del giornalista alle istanze di cui al precedente periodo non trovano applicazione le disposizioni di cui al successivo art. 14. La predetta utilizzazione dovrà essere attuata nel rispetto dell’art. 2103 del C. C. e delle dipendenze gerarchiche del giornalista all’interno della singola testata in cui è chiamato ad operare”.

ASSEMBLEA MEDIASET

L’assemblea dei Comitati di redazione di Mediaset esprime forte preoccupazione per il processo di ricollocazione di gran parte dei giornalisti anticipato ieri dai vertici aziendali. L’annunciata nascita di un’Agenzia di informazione, che svuota di fatto testate storiche portando allo smantellamento di Tg4 e Studio Aperto e all’assorbimento di Tgcom nella nuova testata, traghetta i giornalisti verso un futuro incerto.

L’assemblea dunque, proclamando lo stato di agitazione, chiede all’azienda maggiore chiarezza e un confronto serrato sottolineando la necessità del sostegno della Fnsi nella difficile vertenza che si va ad aprire. L’assemblea ricorda che il contratto integrativo è scaduto ormai da un anno, e ritiene preliminare e necessario l’apertura del tavolo delle trattative per il rinnovo dello stesso prima della nascita dell’Agenzia.
Tra i punti irrinunciabili in questa delicata fase di cambiamento, i giornalisti Mediaset ritengono che vi debba essere la volontarietà dei passaggi tra le testate, il rispetto delle professionalità, delle esperienze acquisite, degli orari di lavoro e la garanzia del mantenimento della qualità dell’informazione nell’applicazione integrale del Contratto nazionale di lavoro.

Pertanto si chiede da subito l’apertura della trattativa per il rinnovo del contratto integrativo contemporaneamente all’avvio di un tavolo tecnico sul nuovo progetto. 
L’assemblea dei Cdr, infine, invita tutti i colleghi giornalisti del gruppo alla massima unità, considerato che il processo annunciato dall’Azienda nel breve periodo riguarda solo alcune testate, ma nel lungo coinvolgerà l’interezza delle redazioni Mediaset.

L’Assemblea dei Cdr Mediaset

LETTERA DEL COMITATO “ECCOCI”

Cari  colleghi,

da pochi giorni i nostri Cdr a Milano hanno incontrato l’azienda. Le notizie che arrivano sono quelle che ci aspettavamo. La creazione dell’Agenzia, lo spostamento di molti colleghi (100 su 374) nella nuova struttura che fornirà contenuti ai tg su tutto, escluso la politica. Quello che possono fare i cdr sarà ben poco. Difficilmente si potranno opporre allo spostamento di questo o quello. Il perché lo sappiamo: il nuovo contratto firmato dalla FNSI e dalla FIEG che, oltre a limitare i poteri dei vicedirettori che possono  essere licenziati anche senza giusta causa (eliminando un contrappeso, la libertà di informazione ha spazi sempre minori), ha introdotto le “agenzie trasversali”. Il contratto di fatto lega le mani ai Cdr e a chi dovrà trattare a Milano lascia pochi spiragli.

Vale la pena ricordare che il contratto di lavoro è firmato dalla FNSI, che caparbiamente si è sempre rifiutata di rappresentare le esigenze dei giornalisti del comparto radio-televisivo privato, e dalla FIEG, in cui non siedono né Mediaset, né Sky, né La7, né la Rai.

Ci dicono che è ora la stessa FNSI a volersi “confrontare” con la nostra azienda per gestire la “fase di transizione”. Non ci provi nemmeno.

Lo scopo primario e del tutto innovativo del nostro comitato è, infatti, l’autonomia da tutti quei soggetti, FNSI in testa, che hanno usato le trattative sindacali prima, e le relazioni con gli editori poi, per scopi diversi e spesso in conflitto con gli interessi dei giornalisti. in una parola: per scopi politici. Strumentalmente politici, a cominciare dalla manifestazione per “la libertà d’opinione”, sponsorizzata dai partiti d’opposizione e lontanissima da qualsiasi finalità sindacale che, ricordiamolo, è lo scopo principale, se non esclusivo in tempi di democrazia, di qualunque sindacato: la tutela degli interessi dei lavoratori. Stop. Noi siamo in democrazia e quindi intendiamo d’ora in poi opporci all’uso politico di un sindacato così delicato come quello dei giornalisti, a discapito – e la situazione attuale è evidente – della conservazione delle conquiste fin qui ottenute in decenni di lotte, spesso durissime.

Per quanto ci riguarda, la base fondativa del nostro comitato è proprio questa: approfondire con l’azienda ciascun problema di ciascuno di noi. Ma senza più cadere nella logica improduttiva della strumentalizzazione politica che persegue interessi che, sindacalmente, non ci riguardano affatto. E’ del tutto ovvio che singolarmente chiunque di noi aderirà e seguirà la parte politica cui sente di appartenere. Ma sul tavolo della trattativa sindacale, si parla di contratti. E basta. Visti i risultati ottenuti da questa FNSI, ci sembra un punto di partenza essenziale.

Per questo, mentre la trattativa tra i nostri Cdr e l’azienda si sviluppa sull’agenzia, diciamo “grazie no” all’ingerenza di qualunque soggetto esterno a Mediaset che possa anche solo pensare di introdurre nella trattativa, di per sé già delicatissima, qualsiasi elemento estraneo alla tutela degli interessi di noi lavoratori e giornalisti. Siamo pronti a confrontarci su tutto. Ad affrontare tutte le sfide. Ma senza la mortificazione della nostra professionalità, in un confronto aperto e leale con l’azienda, senza giochetti sottobanco, senza il “commissariamento politico” da parte di chi ha fatto già troppi danni. Non possiamo subire passivamente questa situazione. Dobbiamo cambiare. Avere più forza come giornalisti MEDIASET. Per questo abbiamo costituito il Comitato dei giornalisti di Mediaset. Non ha appartenenze politiche né tantomeno a correnti sindacali, vuole semplicemente essere quello che è: uno strumento per farci sentire, aperto a tutti, per dare voce a tutti, a chi fa realmente questo lavoro, contro l’idea di un sindacato che ha fatto tutto in questi anni tranne che difenderci e governare il futuro professionale.

ECCOCI – COMITATO dei GIORNALISTI di MEDIASET

ASSEMBLEA TG4

L’assemblea dei giornalisti del Tg4 ritiene inaccettabile lo smantellamento della Testata, con l’annunciato trasferimento di 35 giornalisti e dei corrispondenti ad un’Agenzia di Informazione, senza che sia stato presentato per iscritto alcun piano editoriale e industriale.

L’assemblea del Tg4 ritiene che l’attuale ipotesi dell’Agenzia prospettata dall’Azienda rischi di mortificare professionalità ed esperienze accumulate negli anni e chiede con forza il mantenimento di tutte le edizioni e gli spazi di informazione e di approfondimento del telegiornale.

L’assemblea del Tg4 conferma all’unanimità lo stato di agitazione dichiarato dall’Assemblea dei Cdr Mediaset.

Il CdR di Tg4

Discussione

1 commento su “Agenzia Mediaset, un altro regalo del nuovo contratto”

  1. [...] che Mediaset stia creando un’Agenzia d’informazioni. Secondo Fasipress “si tratterebbe di una struttura interna, diretta da Mario Giordano, che disporrebbe di un [...]

    Scritto da Agenzia Mediaset | Gery Palazzotto | 8 dicembre 2009, 18:40

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