Avanzo di 42 milioni, ma i pensionati percepiscono 630 Euro lordi annui.
Rendiamo pubblica la relazione del Comitato Amministratore della Gestione Separata (l’Inpgi 2). Ognuno potrà trovare nel documento le informazioni necessarie per capire, senza nostre valutazioni preventive, come stanno le cose. Ci limitiamo solo ad un’osservazione. I 779 colleghi pensionati percepiscono, in media, circa 630 euro a testa ogni anno: troppo poco. Ci aspettiamo che, favorendo il lavoro dei colleghi, aumentino anche i loro redditi, così da consentire un aumento delle entrate. Poi, forse, bisognerebbe convincere i Ministeri Vigilanti ad autorizzare la restituzione dei contributi versati quando non siano stati raggiunti livelli pensionistici adeguati.
RELAZIONE DEL COMITATO AMMINISTRATORE
La Gestione Separata va verso la chiusura di un anno contrassegnato dall’applicazione delle nuove regole di bilancio, che permettono una più corretta visibilità dei flussi presenti e della sostenibilità futura, e dalla modifica del Regolamento previdenziale che recepisce il Protocollo di accordo sul Welfare firmato dalle Parti sociali ormai oltre due anni fa.
Si tratta di novità rilevanti sul piano della socialità e contabile. In particolare la nuova normativa sui Collaboratori Coordinati e Continuativi rappresenta uno straordinario passo in avanti nella tutela del lavoro. In sostanza cambia l’intero impianto delle norme di tutela previdenziale e solidaristica a favore dei giornalisti iscritti, un risultato frutto di una proficua e importante collaborazione tra Fnsi, Fieg e Inpgi. L’aumento graduale delle aliquote, per due terzi a carico del datore di lavoro, la copertura di maternità, paternità e malattia, la degenza ospedaliera e l’assegno al nucleo familiare, la possibilità del riscatto della laurea, la contribuzione volontaria e l’indennità di adozione o affidamento preadottivo, sono solo alcuni dei nuovi istituti che sanano un vuoto a favore di una platea di giornalisti che nella stragrande maggioranza non raggiunge redditi rilevanti. In un mercato del lavoro che vede decrescere in modo evidente le assunzioni a tempo indeterminato ed estendersi l’area del lavoro autonomo e a termine, queste misure rappresentano una risposta concreta, l’apertura di una strada che conduce a sempre maggiori tutele.
Resta inalterato il problema della scarsità dei redditi prodotti dalla stragrande maggioranza degli iscritti alla Gestione. Se sul piano della sostenibilità futura del sistema non si pongono problemi, essendo garantita dallo stesso impianto legislativo che assegna una rendita pensionistica pari ai contributi versati rivalutati nel tempo in base alla media quinquennale del Pil, l’adeguatezza delle prestazioni attese è fortemente minata dallo scarso gettito contributivo medio. Occorrerà tornare a proporre ai Ministeri Vigilanti la possibilità di restituzione della contribuzione versata all’iscritto nel caso in cui, al termine del percorso lavorativo, non sia stata maturata una prestazione pensionistica ragionevole. L’attuale struttura normativa prevede in alcuni casi l’obbligo da parte dell’lnpgi di erogare pensioni di poche decine di euro annui che rappresentano una doppia contraddizione: costi di struttura che rischiano di essere superiori all’assegno di pensione e bassa probabilità statistica di recuperare da parte dell’iscritto l’ammontare del versato nel corso degli anni.
A seguito dell’approvazione del nuovo Regolamento previdenziale della Gestione Separata, approvato dal Consiglio di Amministrazione il 22 dicembre 2008 e definitivamente dai Ministeri Vigilanti ad aprile 2009, lo schema di bilancio si è modificato in maniera radicale avvicinandosi a quelli della Gestione sostitutiva dell’Ago e a quelli della Gestione Separata dell’I.N.P.S, che prevedono la rilevazione del costo delle pensioni al momento dell’erogazione e non al momento dell’ “accertamento” dei contributi soggettivi caricati ulteriormente del costo della capitalizzazione.
Ciò premesso, il dato di assestamento 2009 si presenta in forte crescita rispetto al consuntivo 2008, che aveva riflesso le gravi perdite di valore subite dal nostro portafoglio mobiliare. L’avanzo economico è previsto infatti in circa 40 milioni di Euro (e 42 milioni sono stimati per il 2010) contro i circa 5 milioni del 2008.
Impattano in maniera distinta e rilevante sul risultato sia l’afflusso dei contributi correnti afferenti le collaborazioni coordinate e continuative previste in 12 milioni per il 2009 e 14 milioni per il 2010, sia la redditività del patrimonio, comunque stimata prudentemente, sulla base degli andamenti dei mercati finanziari alla data di redazione del presente bilancio.
Il conto economico, l’anno scorso, era infatti gravato dagli andamenti negativi del patrimonio mobiliare per 12 milioni (3 milioni di perdite nette realizzate e 9 milioni di perdite di valore rispetto al mercato). Quest’anno, con una redditività stimata del 3,5%, il contributo positivo previsto è di 2,5 milioni di euro, su un patrimonio complessivo di 192 milioni di euro comprensivo di plusvalenze implicite stimate pari a 4,0 milioni.
I contributi obbligatori da lavoro libero-professionale rimangono sostanzialmente stabili intorno ai 28 milioni di Euro.
Sul lato più propriamente previdenziale si segnala che alla data di redazione del bilancio gli iscritti, nel loro complesso, sono oltre 29.000, di cui con attività libero professionale obbligati per il 2009 alla contribuzione risultano essere 24,513 contro i 21,399 riferiti al 2008,
Tale differenziale deriva principalmente dall’iscrizione alla Gestione dei collaboratori, I giornalisti che dichiarano solamente attività di collaborazione risultano essere 3,389,
Dal lato delle entrate si prevedono per il 2009, come detto, 12 milioni di contribuzione per attività di collaborazione coordinata e continuativa e 28 milioni di contribuzione per attività libero professionale, di cui 5,3 a titolo di contribuzione integrativa,
Dal lato delle uscite, sono previste nel 2009 pensioni per 600 mila euro, in aumento del 20% rispetto al 2008. Il valore preventivato per il 2010 è pari a 700 mila Euro. I pensionati alla data odierna sono pari a 779 unità con un rateo medio annuo di circa 630 euro.
Le indennità di maternità erogate a 102 iscritte sono stimate pari a 509 mila euro e si prevede un costo complessivo per la fine d’esercizio pari a 800 mila euro. Per il preventivo 2010 la stima si mantiene sulla cifra assestata.
Si precisa inoltre che i finanziamenti agli iscritti sono previsti in significativo incremento nei prossimi anni, in ragione anche delle modifiche regolamentari che facilitano la concessione, Si stimano infatti erogazioni per 700 mila Euro nel 2009 e 800 mila Euro nel 2010.
Per quanto concerne i costi di struttura, assestati in 2,3 milioni di Euro, si stima un incremento degli stessi rispetto al consuntivo 2008 del 10,0%. Incidono su questo aumento principalmente le dinamiche del costo del personale (+6,5% rispetto al consuntivo 2008,che sconta anche la previsione degli oneri collegati al contratto collettivo rinnovato per la parte economica nella prima metà del 2009, oltre che al rinnovando contratto integrativo e a politiche di valorizzazione del personale) ed il riaddebito dei costi da parte della gestione principale per i servizi comuni resi.
Per quest’ultima voce, si è già registrato un incremento dei servizi resi a seguito dell’approvazione del nuovo Regolamento che comporta un volume di lavoro di maggiore entità e complessità; occorrerà tuttavia affrontare con maggiore precisione il tema in sede di consuntivo.
La previsione per il 2010 stima un incremento dei costi di struttura più contenuto, in quanto l’aumento previsto inciderà principalmente nei soli costi del personale, pari al 3%,
Si rileva comunque che il contributo integrativo, pur stabile, copre integralmente le spese di struttura,Per effetto di quanto sopra illustrato, si prevedono avanzi per il 2009 ed il 2010 che dovrebbero portare la riserva oltre i 250 milioni di Euro (oggi la riserva è pari a 196 milioni).
Comitato amministratore
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