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Biennale di Venezia, dov’era il Sncci?

Dopo la nostra segnalazione di sabato qualcosa si è mosso. La nota era stata inviata, oltre che ai nostri associati, anche ad una corposa mailing list. La reazione non si era fatta attendere ed avevamo, nella stessa giornata, ricevuto decine di messaggi. Lunedì si è espresso anche Enrico Paissan, vice presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. L’iniziativa la dobbiamo ad un collega che, ricevuta la nota della Fasipress, l’ha meritevolmente segnalata. Grazie ad entrambi.

Ora ci aspettiamo che si faccia chiarezza su tutta la vicenda e si provveda. Inoltre vorremmo conoscere il pensiero e le intenzioni del Sncci, il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, uno dei gruppi di specializzazione della Fnsi. Uno dei suoi scopi, così come indicato nell’art. 2 dello Statuto, è: “… – tutelare la dignità professionale e gli interessi culturali della categoria,
- sostenere, contro ogni forma di condizionamento, la libertà di informazione e di espressione e l’integrità delle opere cinematografiche in qualsiasi modo diffuse;
…”.

Inoltre, altro particolare interessante, il SNCCI, nella presentazione che fa di se stesso, scrive: ”…con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività culturali, svolge annualmente una serie di attività, alcune a carattere continuativo. Tra queste ultime, le principali sono la pubblicazione delle rivista trimestrale Cinecritica e, in collaborazione con la Biennale di Venezia, l’organizzazione della Settimana Internazionale della Critica (SIC) che si svolge nell’ambito della ‘Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica’”.

Sinceramente, pur nel rispetto sincero delle capacità professionale e della correttezza dei colleghi, proprio nello spirito di quanto abbiamo riportato, c’era da attendersi una reazione sindacale. Gli elementi c’erano tutti, compresa la collaborazione con la Biennale per la Settimana della Critica. E non mancavano gli appoggi sui quali contare, stante i contributi economici concessi dal Ministero. Nonostante tutto ciò, né i 50 euro dello scorso anno né il pizzo dei 60 euro di quest’anno  sono stati rimossi. C’è almeno da sperare che il programma della Settimana della Critica preveda il libero accesso ai giornalisti. Altrimenti non sarebbe proprio una bella figura per un sindacato, nel direttivo del quale c’è anche un rappresentante della Fnsi, condizionare il libero lavoro dei colleghi con il pagamento di una quota, di qualsiasi importo sia, magari trinverandosi dietro al fatto che quella cifra la pagano gli editori. In questi casi siamo certi che l’Ordine avrebbe di che lavorare.

I DUE DOCUMENTI

Fasipress: sabato 28 agosto avevamo scritto:

LIBERTA’ DI LAVORARE. VENEZIA: 60 EURO PER L’ACCREDITO ALLA BIENNALE

Sappiamo bene che il problema non è sorto oggi ma merita tornarci sopra. Nel 2009 ottenere l’accredito-stampa costava 50 euro, quest’anno siamo a 60 euro. E il pagamento non garantisce il suo rilascio che avviene a discrezione dell’organizzazione della Biennale.  Il consenso dipende da tante cose, compresa la valutazione (come è possibile leggere di seguito nel documento che riportiamo) degli articoli scritti, o delle foto che attestino l’attività del collega.

Tutto ciò non è accettabile. Non si può imporre una tassa per autorizzare un professionista a svolgere il suo lavoro. Questa, a nostro avviso, è una limitazione della libertà d’informazione. Siano eliminati i “portoghesi”, i colleghi che si imbucano un po’ ovunque. Questo sì, è implicito. Occorre però facilitare l’attività di chi ha l’incarico ufficiale di un media e, nello stesso tempo (altro problema da non tarscurare), si prevedano accessi per i freelance.

Pretendere 60 euro da una manifestazione che, come fondazione non profit sostenuta dallo Stato, rasenta l’assurdo.  Oltretutto la presenza degli operatori dell’informazione, da una parte diventa voce di ricavo economico, dall’altra è vantata agli aspiranti sponsor come target importante e quindi strategico per un investimento d’immagine.

Come si comportano gli organizzatori delle altre grandi manifestazioni europee? A Cannes, agli oltre 4 mila giornalisti ci risulta che spalanchino le porte. Da noi, invece, si preferisce far cassa. Una protesta dei colleghi, a questo punto, sarebbe più che condivisa, anzi auspicata. Tutti devono cioè sapere che gli operatori dell’informazione, per poter fornire ai loro lettori o radio-telespettatori o navigatori internet le notizie riguardanti la Biennale devono pagare, loro o l’editore, sessanta euro. Almeno così la pensiamo noi della Fasipress.

Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti: lunedì 30 ha pubblicato questa nota:

BIENNALE DI VENEZIA: 60 EURO PER L’ACCREDITO STAMPA

Per lavorare è necessario pagare: questa la “lezione” che la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia impartisce ai giornalisti.

Infatti, come ci segnala il collega e consigliere nazionale dell’Ordine Pierluigi Roesler Franz, per essere accreditati alla iniziativa gestita dalla Fondazione La Biennale – si badi bene, un organismo non profit che si avvale di rilevanti contributi pubblici – oltre ad una serie di complicate e burocratiche procedure, è obbligatorio versare un obolo di 60 euro.

Queste cose succedono solo nel nostro Paese, come è facile verificare leggendo le norme della Biennale per gli accrediti nel file allegato oppure all’indirizzo http://labiennale.org/it/cinema/mostra/accrediti/stampa.html?back=true .

L’Ordine dei Giornalisti esprime il proprio sconcerto e la propria protesta per queste scelte che, oltre ad apparire grottesche ed avvilenti, finiscono per complicare il lavoro di quanti – per l’appunto i giornalisti – sono in definitiva quelli che con il loro impegno professionale fanno conoscere la stessa iniziativa.

Enrico Paissan

Vice Presidente Ordine nazionale dei Giornalisti

Discussione

1 commento su “Biennale di Venezia, dov’era il Sncci?”

  1. [...] rimando anche all’articolo del 31 agosto, che ha seguito quello appena [...]

    Scritto da Scandalo alla Mostra di Venezia: l’orrore che si ripete | petruccifrancesco.it | 1 settembre 2010, 09:04

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