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Istruzioni contro l’abuso: tessera stampa in vendita

Questa segnalazione è una delle tante. Bastano 492 euro (410 più Iva 20 per cento) per iscriversi ad un master di giornalismo semestrale. I promotori assicurano il massimo dei vantaggi e, quindi, della convenienza ad iscriversi. Alcuni esempi: quota di prenotazione rimborsabile in caso di ripensamento e con sconti, costo e Iva detraibili dall’imponibile, crediti formativi universitari e documentazione per il curriculum vitae. Non è tutto. C’è la chicca: la tessera stampa. Infatti promettono: “Tessera Giornalistica di corrispondente. Se al termine del Master hai una votazione superiore a 70/100, puoi ricevere la tessera giornalistica di corrispondente dell’Agenzia Stampa… Oltre a farti referenza, ti permette di usufruire delle Sale Stampa, di entrare gratis in manifestazioni o fiere e di essere invitato in eventi di tuo interesse!”.

Forse c’è qualcosa da obiettare. In particolare proprio su questa promessa di libero accesso a manifestazioni e altro. A parte il fatto che, nella realtà, non è proprio così e, giustamente, servono gli accrediti ufficiali e la tessera dell’Ordine, è poi il meccanismo messo in piedi che merita attenzione. Di fatto si propone la frequenza ad un master agganciato ad un’agenzia stampa che pubblica gli articoli degli allievi.

Non è l’unica operazione che si può trovare sul mercato. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Ne citiamo solo uno, il più antico. Ci sono editori (e quindi direttori giornalisti) che propongono la dichiarazione necessaria per l’iscrizione all’Ordine ma chiedono che il versamento dei contributi sia a carico del candidato giornalista (ovviamente loro la somma la scaricano dal bilancio) e che questi, in pratica, lavori due anni gratis sottoscrivendo la dichiarazione di aver ricevuto il denaro (anche questo scaricato sul bilancio dell’editore).

Su tutto ciò l’Ordine deve intervenire. Non può accettare che ci siano testate che figurano senza dipendenti. O con “volontari”.  E i colleghi sfruttati abbiano il coraggio di segnare quanto accade al servizio vigilanza dell’Inpgi. Non è solo un diritto che va esercitato ma un dovere verso tutta la categoria. Chi sopporta un abuso diventa complice di chi abusa e danneggia tutti. Basta una telefonata, un messaggio email e, a Roma, troverete persone pronte a difendervi. Oppure scriveteci e vi aiuteremo noi della Fasipress. L’importante è fare qualcosa.

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