Ci associamo ai colleghi delle oltre 200 tv locali che attendono, dopo oltre un anno, il versamento dei contributi. Il comportamento del Governo rischia di complicare la vita non sempre facile delle emittenti. Non dobbiamo stupirci domani se, per il mancato arrivo del denaro, ci saranno aziende in crisi. E posti di lavoro che potrebbero essere cancellati.
(da Frt). Il Dipartimento alle comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico nel corso delle procedure di pagamento alle emittenti locali delle misure di sostegno di cui alla legge 448/98, ha esaurito i fondi loro destinati per l’anno 2009 (95 milioni di euro per le tv più il 15% per le radio). Per effetto di tale situazione più di 200 tv locali, ad oltre un anno e cinque mesi dalla presentazione della domanda per usufruire del beneficio, non riceveranno nell’anno in corso le somme cui hanno diritto per legge.
E’ un comportamento inaccettabile, che denota ancora una volta l’irresponsabilità del Governo Berlusconi e la mancanza di qualsiasi attenzione nei confronti del tv locali. Infatti, non a caso, nel corso di quest’anno sono stati adottati verso il comparto delle tv locali una serie di penalizzanti provvedimenti senza precedenti, a cominciare dalla soppressione delle provvidenze editoria (gli unici fondi tagliati sono stati quelli alle radio e tv locali mentre sono stati salvati stampa e tv/radio di partito), per passare ai pesanti tagli alla 448/98 e al nuovo piano nazionale delle frequenze che riserva le frequenze di peggiore qualità e non coordinate con gli stati esteri alle tv locali.
I recenti emendamenti alla Legge di Stabilità, approvati alla Camera e in corso di approvazione anche al Senato, completano il disegno. La previsione di sottrazione dei canali 61-69 da assegnate con asta pubblica alla telefonia (prevedendo solo un modesto indennizzo per le tv locali) e i nuovi e pesanti obblighi a carico degli operatori di rete in ambito locale sono un duro colpo per il settore.
Lo slittamento dell’erogazione dei contributi adesso rappresenta un problema molto serio per tutte le emittenti ed in particolar modo per quelle passate al digitale terrestre. Queste ultime hanno infatti dovuto fronteggiare i costi della digitalizzazione in un contesto fortemente penalizzato dalla mancanza di regolamentazione sull’LCN che ha accentuato la contrazione della raccolta pubblicitaria. Il Ministero non ha richiesto o, più probabilmente, lo ha fatto con colpevole ritardo, un reintegro dei fondi che avrebbe impedito il verificarsi di tale incresciosa circostanza, ciò nonostante le ripetute sollecitazioni dell’Associazione Tv Locali FRT.
(fonte. Frt Radio& Tv Notizie)
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