Casagit: dimissioni subito. Il sindacalismo fuori dalla sanità

About

download (58)Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio dei Sindaci della Casagit devono andarsene. La colpa (anche se non personale è, senza dubbio, oggettiva) dell’attuale grave situazione è loro. L’avevamo detto, sottolineando la gravità dei dati di bilancio: oggi lo ripetiamo. Non solo come sindacato alternativo ad una Fnsi – che tra l’altro siede nel Cda – ma, in particolare, come soci della Cassa.

Non ci sta bene che ci facciano pagare i loro errori. O sviste. O quant’altro.

Come non ci sta bene che, ancora una volta, parte della categoria dica senza dire, preferendo pensare agli equilibri di potere piuttosto che difendere i diritti dei colleghi. Chi nei comunicati ha manifestato indignazione, riprovazione, rabbia; ma che alle parole non ha fatto seguire i fatti, pur avendo propri consiglieri e delegati nella Casagit. Come le dodici associazioni sindacali regionali che hanno firmato un documento (devono sentirsi soddisfatte di far parte di un organismo che non le ascolta…).

Avrebbero potuto forse chiedere la convocazione di un’Assemblea straordinaria per sfiduciare i vertici della Cassa. Ma, invece, no. C’è stato l’invio di una lettera, nella quale si è preferito scrivere – come ha fatto qualcuno – che gli amministratori sono a fine mandato. Ribadendo “chi sarà chiamato a sostituirli, dovrà intervenire con determinazione innanzitutto sugli sprechi”. Troppo rischioso dire “andatevene”? In un solo caso si è parlato di auspicabili nuove elezioni (ipotesi che ci trova d’accordo e solidali). Persino i colleghi pensionati ne hanno avuto abbastanza e hanno detto la loro.

Gli episodi, nel tempo, si sono sommati. I più evidenti: le elezioni rinviate dopo aver scoperto un “baco” nel sistema informatico; i tre anni con un disavanzo (tecnico?) crescente; l’estromissione del primo direttore generale e l’uscita del secondo. Dopo di che si aggiunge il caso dei poliambulatori di Milano e Roma.

Tutti motivi che devono indurre a non stare zitti e chiedere che i vertici della Cassa se ne vadano. Lo facciano anche perché si sono dimostrati insensibili nei confronti di tanti soci che, per varie motivazioni, non hanno mai usufruito a fondo della Cassa. Mi riferisco a chi ha utilizzato prevalentemente il Servizio Sanitario Nazionale. A chi ha preferito l’ospedale pubblico alla clinica.

Non considerare questi aspetti non è bello. No. E’ proprio brutto.

Tutti noi soci dobbiano quindi trarre le debite conclusioni.

Chiediamo che i vertici della Cassa tornino a casa. Che un esperto non giornalista valuti la situazione strutturale e predisponga un programma tecnico di interventi. Poi, i soci valutino insieme il da farsi.

a parte nostra, al di là delle sigle sindacali, siamo disponibili alla massima collaborazione. La Casagit ha bisogno di contare sulla buona volontà, non sugli schieramenti e sulle logiche di corrente o di gruppo.

 

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Diritto d'autore 2016 Fasipress