Cigs editoria, pubblicato il decreto su accesso e trattamento

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Il 18 dicembre dello scorso anno abbiamo dato notizia della pubblicazione (il 15 dicembre 2009) del Decreto Ministeriale n. 47385 dell’8 ottobre 2009, che  disciplina i criteri e la procedura per la concessione del trattamento di integrazione salariale straordinario in favore dei dipendenti delle imprese editrici o stampatrici di giornali quotidiani, periodici e agenzie di stampa a diffusione nazionale. In quell’occasione, nel nostro comunicato, avevamo anche allegato il pdf con il documento originale nella sua forma integrale.

Ora il decreto ministeriale è stato inserito sulla Gazzetta Ufficiale n. 6 del 9 gennaio e quindi ha piena applicazione.

Per opportuna conoscenza riproponiamo il testo del provvedimento.

DECRETO 8 ottobre 2009

Semplificazione delle procedure amministrative e riordino dei criteri per l’accesso al trattamento di integrazione salariale in favore dei lavoratori dipendenti di aziende appartenenti al settore dell’editoria. (Decreto n. 47385). (10A00032)  (GU n. 6 del 9-1-2010)

IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI

  • Vista la legge 5 agosto 1981, n. 416, articoli 35 e 37;
  • Visto il decreto-legge 20 maggio  1993,  n.  148,  convertito,  con modificazioni, nella legge 19 luglio 1993, n.  236,  con  particolare riferimento all’art. 7, comma 3, secondo cui «le disposizioni di  cui agli articoli 35, 36 e 37 della  legge  5  agosto  1981,  n.  416,  e successive modificazioni, mantengono la propria validita’  in  quanto normativa  speciale  valevole  per  il  settore  dell’editoria,   non modificata espressamente dalla successiva legge 23  luglio  1991,  n. 223»;
  • Vista la legge 23 luglio 1991, n. 223;
  • Vista la legge 7 marzo 2001, n. 62;
  • Visto l’art. 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20;
  • Visto il decreto-legge del 5 aprile 2001, n. 99,  convertito  nella legge 9 maggio 2001, n. 198;
  • Visto l’art. 41-bis del decreto-legge 30  dicembre  2008,  n.  207, convertito, con modificazioni, nella legge del 27 febbraio  2009,  n. 14;
  • Visto l’art. 7-ter, comma 17, del decreto-legge 10  febbraio  2009, n. 5, convertito, con modificazioni, nella legge 9  aprile  2009,  n. 33;
  • Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2000, n. 218;
  • Visto il protocollo di intesa  firmato  presso  la  Presidenza  del Consiglio dei Ministri il 5 maggio 2009 di ratifica  dell’ipotesi  di accordo di rinnovo del Contratto di lavoro giornalistico, siglata  in data  26  marzo  2009  e  del  contestuale   accordo   in   tema   di ammortizzatori sociali;
  • Considerata  la  necessita’  di  individuare  i  criteri   per   la valutazione dei programmi delle imprese del  settore  che  richiedono l’intervento straordinario  della  cassa  integrazione  guadagni  per crisi aziendale;
  • Considerata, altresi’, la necessita’ di individuare anche i criteri per la valutazione  dei  programmi  delle  aziende  del  settore  che richiedono  l’intervento  straordinario  della   cassa   integrazione guadagni per ristrutturazione e riorganizzazione aziendale;
  • Ritenuto, pertanto, di disciplinare  le  modalita’  di  accesso  al trattamento di integrazione salariale straordinario anche  attraverso idonei criteri per la  valutazione  delle  istanze  presentate  dalle imprese del settore dell’editoria;

Decreta:

Art. 1 – Oggetto

1. Il presente decreto disciplina i criteri e la procedura  per  la concessione del trattamento di integrazione  salariale  straordinario in favore dei dipendenti delle  imprese  editrici  o  stampatrici  di giornali quotidiani, di giornali periodici e delle agenzie di  stampa a diffusione nazionale nei casi indicati dall’art. 35, comma 1, della legge 5 agosto 1981, n. 416 e successive modificazioni,  nonche’  per le causali di crisi aziendale nelle quali  si  renda  necessaria  una riduzione del personale ai fini  del  risanamento  dell’impresa,  nei casi di cessazione totale ovvero  parziale  dell’attivita’  aziendale anche  in  costanza  di  fallimento  ovvero  per  ristrutturazione  e riorganizzazione aziendale in presenza di crisi aziendale.

Art. 2 – Campo di applicazione

1. Possono fare ricorso al trattamento  di  integrazione  salariale straordinario di cui  al  presente  decreto  le  imprese  editrici  o stampatrici di giornali quotidiani, di  periodici  e  le  agenzie  di stampa a diffusione nazionale.

Art. 3 – Requisito occupazionale

1. Per le aziende del settore editoriale non trova applicazione, ai fini della concessione del trattamento straordinario di  integrazione salariale, il requisito occupazionale di cui all’art.  1,  comma  1, della  legge  23  luglio  1991,  n.  223,  che  prevede   una   media occupazionale  nel  semestre  precedente  la  data  di  presentazione dell’istanza di intervento di CIGS, di quindici dipendenti. Non trovano, altresi’, applicazione le disposizioni di cui all’art. 1, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223.

Art. 4 – Soggetti beneficiari

1.   Possono   beneficiare   del   trattamento   straordinario   di integrazione salariale, di cui all’art. 35 della legge 5 agosto 1981, n. 416 e successive  modificazioni,  i  lavoratori  poligrafici,  con esclusione dei dirigenti, i giornalisti professionisti, i pubblicisti e i praticanti  dipendenti  di  imprese  editrici  o  stampatrici  di giornali quotidiani,  di  periodici  e  delle  agenzie  di  stampa  a diffusione nazionale.

2.  Ai  fini  dell’accesso  ai   benefici   per   l’esodo   ed   il prepensionamento nel corso del godimento della CIGS, si applica:

a) per i lavoratori poligrafici, l’art. 37, comma  1,  lett.  a), della legge del 5 agosto 1981, n. 416;

b) per i giornalisti, l’art. 37, comma 1, lett. b) della legge  5 agosto 1981, n. 416 e la normativa indicata al successivo art. 8  del presente decreto.

Art. 5 – Causali di intervento straordinario di integrazione salariale

1. Le imprese di  cui  all’art.  2  del  presente  decreto  possono presentare istanza per l’ammissione al  trattamento  di  integrazione salariale, in favore  dei  propri  dipendenti  come  individuati  dal precedente art. 4, per le seguenti causali:

a) crisi aziendale;

b)  cessazione  totale  o  anche  solo  parziale   dell’attivita’ aziendale anche in costanza di fallimento;

c) ristrutturazione, riorganizzazione  o  conversione  aziendale, con la verifica della presenza della situazione  di  crisi  aziendale per i benefici di cui all’art. 4, comma 2,  lett.  b),  del  presente decreto.

Art. 6 – Criteri per la valutazione delle causali di crisi aziendale

1. Ai fini della sussistenza dello «stato di crisi», ai sensi della legge  5  agosto  1981,  n.   416   e   successive   integrazioni   e modificazioni, la stessa non e’  rilevabile  unicamente  dai  bilanci aziendali, ma anche da riscontrabili indicatori oggettivi, presenti e prospettici esterni, che abbiano incidenza su una critica  situazione dell’impresa e possano pregiudicarne  il  buon  andamento  operativo.

Tali indicatori, in particolare, dovrebbero registrare  un  andamento involutivo tale da rendere necessari interventi per il ripristino dei corretti equilibri economico-finanziari e gestionali.

A tal fine, sono adottati i  seguenti  criteri  per  l’approvazione delle  istanze  di  concessione  del  trattamento   di   integrazione salariale  in  favore  dei  dipendenti  delle  imprese   editrici   o stampatrici di giornali quotidiani e periodici  e  delle  agenzie  di stampa per le causali di crisi aziendale:

a)  dagli  indicatori  economico   finanziari,   complessivamente considerati, riguardanti  l’anno  antecedente  alla  richiesta,  deve emergere un andamento involutivo;

b) la situazione di crisi puo’ essere valutata anche in  base  al calo delle vendite o alla contrazione degli investimenti pubblicitari o alla diminuzione dell’attivita’ produttiva;

c) l’avvenuta contrazione degli indicatori  sub  b)  puo’  essere valutata anche per gli effetti che si  verificheranno  per  l’impresa nel periodo immediatamente successivo all’istanza;

d) deve essere presentato, da parte  dell’impresa,  un  piano  di risanamento  con  l’indicazione  delle  iniziative  intraprese  o  da intraprendere idonee al superamento della crisi;

e) deve essere predisposto un piano di gestione  delle  eventuali eccedenze di personale.

2. In caso di cessazione totale o parziale dell’attivita’, anche in costanza di  fallimento,  l’impresa  deve  predisporre  un  piano  di gestione del personale.

La cessazione parziale puo’ interessare o un settore dell’attivita’ stessa ovvero anche una singola testata se appartenente alla medesima ragione sociale.

Art. 7 – Ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale

1. In caso di presentazione di un  programma  di  ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale, la valutazione dell’istanza di ammissione al trattamento di integrazione salariale straordinaria, deve essere compiuta con il riscontro delle seguenti condizioni:

a) il programma deve essere indirizzato ad interventi  specifici, che prevedano investimenti coerenti  con  lo  stato  di  crisi  anche prospettica in cui versa l’azienda e idonei agli  interventi  che  si intendono  realizzare,  anche  con  riferimento,   per   le   aziende editoriali, agli interventi  volti  a  favorire  la  riorganizzazione dell’assetto redazionale;

b) deve  individuarsi  il  rapporto  tra  le  sospensioni  e  gli interventi programmati, specie per le modalita’  di  attuazione  e  i tempi di realizzazione;

c) deve essere esplicitato il piano  delle  sospensioni  e  della gestione  delle  eventuali  eccedenze;   possono   essere   indicati, altresi’, adeguati interventi  di  formazione  volta  a  favorire  la realizzazione del programma presentato;

d) devono essere indicate le modalita’ di  copertura  finanziaria degli investimenti.

2. Ai fini dell’accertamento amministrativo del  programmato  piano di riorganizzazione, ristrutturazione  ovvero  conversione  aziendale devono riscontrarsi le condizioni di cui alle lettere a),  b),  c)  e d).

Art. 8 – Ristrutturazione o riorganizzazione in presenza di crisi aziendale

1. Ai giornalisti  professionisti  iscritti  all’INPGI,  dipendenti dalle imprese editrici di giornali quotidiani, di giornali  periodici e di agenzie di  stampa  a  diffusione  nazionale,  limitatamente  al numero di unita’ ammesse dal Ministero del  lavoro,  della  salute  e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle  finanze,  a  seguito  di  recepimento  in   sede   governativa dell’esito della procedura di cui all’art. 2 del D.P.R. n. 218 del 10 giugno 2000 e, per i soli casi di ristrutturazione o riorganizzazione in presenza di crisi aziendale, e’ riconosciuta  facolta’  di  optare per l’anticipazione della liquidazione della  pensione  di  vecchiaia con la verifica dei requisiti di cui all’art. 37, comma 1, lett.  b), della legge del 5 agosto 1981, n. 416, come da ultimo  modificato  ed integrato dall’art. 7-ter, comma 17, del  decreto-legge  10  febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, nella legge 9 aprile 2009, n. 33.

2. Nelle ipotesi di cui  al  capoverso  precedente,  devono  essere verificate le condizioni di cui al precedente art. 7, lettere a),  b) e c). L’impresa deve presentare un programma  volto  prioritariamente alla  gestione  delle  inefficienze  e  degli  squilibri  siano  essi gestionali ovvero economici e finanziari.

Art. 9 – Procedura

1. Ai sensi dell’art. 3, comma 1, del D.P.R.  10  giugno  2000,  n. 218, ciascuna domanda di concessione del trattamento straordinario di integrazione  salariale  straordinaria  e’  riferita  ad  un  periodo massimo di dodici mesi.

2. Nel caso di istanze di cui agli articoli  7  e  8  del  presente decreto, ai sensi  dell’art.  4  del  medesimo  D.P.R.,  il  Servizio ispettivo delle competenti Direzioni provinciali del lavoro,  decorso almeno un trimestre  dall’inizio  del  trattamento  straordinario  di integrazione  salariale,  effettua  gli   accertamenti   di   propria competenza e ne trasmette gli esiti, prima della scadenza  del  primo semestre, al competente  ufficio  del  Ministero  del  lavoro,  della salute e delle politiche sociali.

3.  Decorsi  i  primi  dodici  mesi  dall’inizio  del   trattamento straordinario di integrazione salariale, il Servizio ispettivo  delle competenti Direzioni provinciali del lavoro, entro  20  giorni  dalla presentazione di ciascuna istanza di  proroga,  svolge  una  verifica intesa ad accertare la regolare attuazione del programma.

4. Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche  sociali adotta i provvedimenti di concessione  del  trattamento  per  periodi semestrali consecutivi e, comunque, non superiori complessivamente  a 24 mesi.

Art. 10 – Pagamento diretto

1.  E’   autorizzato   il   pagamento   diretto   del   trattamento straordinario di integrazione  salariale,  con  le  stesse  modalita’ previste per la integrazione salariale straordinaria dall’art. 7-ter, comma 1, del decreto-legge 10 febbraio 2009,  n.  5,  convertito  con modificazioni dalla legge 9 aprile 2009, n. 33.

Il presente decreto sara’ trasmesso per il visto e la registrazione alla Corte dei conti e  sara’  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 8 ottobre 2009

Il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, Sacconi

Registrato alla Corte dei conti il 25 novembre 2009

Ufficio di  controllo  preventivo  sui  Ministeri  dei  servizi  alla persona e dei beni culturali, registro n. 7, foglio n. 5

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