“Ex fissa” pagata dall’Inpgi. I giornalisti RAI ingiustamente favoriti rispetto ai giornalisti del blocco Fieg

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Pubblichiamo di seguito un nuovo commento di Pierluigi Franz:

“Sarebbe forse opportuno ricordare che nella Conferenza nazionale dei Cdr sono stati chiamati impropriamente a votare anche i Cdr che rappresentano i giornalisti Rai. Difatti, come si sa, il nuovo contratto in gran parte non li riguarda affatto, in quanto – a prescindere che alla Rai ha un peso notevole il contratto integrativo aziendale dove si può poi ottenere dall’azienda pubblica ciò che non è stato incluso in quello collettivo nazionale FNSI – tutta la parte concernente i prepensionamenti legge 416 più la nuova formulazione dell’art. 33 CNLG, che, purtroppo, consentirà la “rottamazione” di parecchie centinaia di giornalisti di quotidiani e periodici, esclude espressamente la sua applicazione nei confronti dei colleghi della Rai.

Per di più non li riguarda neppure per la cosiddetta “ex fissa” (una sorta di 2^ liquidazione aggiuntiva rispetto a quella di ogni azienda e/o del Fondo di previdenza complementare) pagata dall’INPGI ai giornalisti all’atto del loro pensionamento e variabile dai 40 mila ai 500 mila euro lordi. Infatti il Fondo “ex fissa”, istituito presso l’INPGI, è alimentato da una parte dalla FIEG (carta stampata, agenzie di stampa, Mediaset, Sky e La7 compresi, ecc.) e dall’altra solo dalla Rai.

Risultato: oggi un giornalista del blocco FIEG deve aspettare 2 anni per incassare i soldi della “ex fissa”, mentre un giornalista Rai solo 3 mesi; domani, invece, per effetto della “rottamazione di massa” un giornalista del blocco FIEG dovrà aspettare addirittura 5 anni prima di ottenere i soldi della “ex fissa”, mentre un giornalista Rai solo 3 mesi. Da questa grave sperequazione ne discende che il voto dei Cdr della Rai doveva essere tenuto ben distinto da quello degli altri Cdr, come separato é il pagamento della “ex fissa” a esclusivo danno dei giornalisti del blocco FIEG.

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