Giù le mani dagli scatti

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Non è possibile – lo dice la legge – stipulare accordi peggiorativi per i lavoratori. Sarebbe illecito, illegittimo, illegale e immorale.

Secondo alcune indiscrezioni, la bozza del nuovo contratto di lavoro conterrebbe una modifica al regime degli scatti d’anzianità. Ciò non è possibile, perché in netto contrasto con le clausole dell’articolo 13 del Cnlg 1959/1960, che è il Contratto reso efficace erga omnes che ha acquisito forza di legge con il Dpr 153/del 16 gennaio 1961 (pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” del 29 marzo 1961). Il Dpr sopra citato è “figlio” della legge n. 741/1959.

Con la legge 14 luglio 1959 n. 741 (nella “Gazzetta Ufficiale” 18 settembre 1959) sono state emanate le “norme transitorie per garantire minimi di trattamento economico e normativo ai lavoratori”.L’articolo 1 della legge n. 741/1959 recita: ”Il Governo è delegato ad emanare norme giuridiche, aventi forza di legge, al fine di assicurare minimi inderogabili di trattamento economico e normativo nei confronti di tutti gli appartenenti ad una medesima categoria”. L’articolo 8 punisce la condotta antigiuridica del ”datore di lavoro che non adempie agli obblighi derivanti dalle norme di cui all’articolo 1 della presente legge”.

La norma del 1959/60 (massimo di 12 scatti e maggiorazione pari al 5 % del minimo di stipendio della categoria di appartenenza per i primi sei scatti e del. 6 % per i successivi) è quindi di per sé intangibile per legge.

Va bene quindi aumentare la percentuale di maggiorazione o il numero degli scatti. Non, ad esempio, cambiare la cadenza biennale. Sarebbe infatti un passo indietro per i lavoratori. Non solo. Verrebbe violato l’articolo 7 della legge n. 741/1959 che precisa come i trattamenti economici e normativi minimi conservano piena efficacia nel tempo anche dopo la scadenza del contratto collettivo e ad essi si può derogare con accordi soltanto a favore dei lavoratori.

Il ritocco degli scatti – se avverrà come è stato anticipato – sarebbe illecito, illegittimo, illegale. E immorale, se non dimentichiamo che questo istituto è l’unica garanzia di un incremento automatico per i giovani e per tutti coloro che, come s’usa dire, “intendono continuare a tenere la schiena dritta”.

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