Inpgi: lo Statuto va cambiato

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download (59)NON PUO’ FINANZIARE IL SINDACATO CON LE NOSTRE PENSIONI.

Il CdA, il 29 gennaio scorso, ha deciso di destinare due milioni 9 mila e 454 mila euro al sindacato (1.770.035, 52 euro alle Associazioni regionali e 239.419,29 euro alla stessa Fnsi).

Noi abbiamo seri dubbi sul provvedimento. Così come riteniamo che l’Istituto debba modificare il suo Statuto nelle parti in cui considera la Fnsi come unico sindacato dei giornalisti. A tal fine abbiamo già provveduto ad inviare una formale richiesta al Presidente.

Il panorama sindacale è cambiato.
Quando c’è stata l’approvazione dello Statuto con decreto interministeriale (13 settembre 2007), c’era solo la Fnsi. Oggi non è più così. Esiste infatti – regolarmente costituita – la Fasipress, Federazione Autonoma Stampa Italiana. Occorre quindi che l’Inpgi ne tenga conto in ogni parte dello Statuto e nell’applicazione dei Regolamenti (ove ci fossero riferimenti discriminanti nei confronti della Fasipress).

Finanziamento.
I commi 7 e 8 dell’articolo 4 dello Statuto dell’Inpgi prevedono:

“Il funzionamento degli uffici di corrispondenza è di norma assicurato mediante convenzioni stipulate dall’Istituto con le associazioni regionali di stampa federate nella F.N.S.I. e con la stessa Federazione Nazionale della Stampa Italiana“.

E ancora:

“Nell’ambito delle convenzioni di cui al comma precedente, l’Istituto potrà prevedere facilitazioni o contributi per il pagamento dei canoni di locazione degli immobili destinati a sede delle organizzazioni suddette”.

Ma la giurisprudenza si è già espressa. Citiamo C. Conti, Sez. contr. enti, 22/05/1992, n.19/Rel.; parti in causa Inpgi; Fonte Riv. Corte Conti, 1992, fasc.4, 20. Che ha precisato:

“Il protratto funzionamento degli <uffici corrispondenza> dell’Inpgi, operanti come strutture di supporto a rapporto convenzionale sovvenzionato presso le sedi periferiche delle associazioni e dei sindacati di categoria sotto la direzione di giornalisti iscritti all’istituto, rende indilazionabile una loro specifica regolamentazione, segnatamente ove l’ente stesso non intenda darsi una propria articolazione decentrata”.

In aggiunta, riportiamo quanto scritto dall’allora presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Franco Abruzzo, in una raccomandata del 13 ottobre 2003 spedita ai vertici dell’Inpgi.

“L’Inpgi, com’è noto, è un ente che svolge una funzione pubblica (dare la pensione ai suoi iscritti) e i suoi consiglieri sono incaricati di pubblico servizio. Quale legge autorizza l’Inpgi a finanziare il sindacato con norma statutaria? L’Inpgi ha il compito subistituzionale di finanziare la Fnsi e le Associazioni regionali?
Lo Statuto e il regolamento dell’Inpgi devono riflettere i principi fissati nel Dlgs n. 509/1994. Il legislatore delegante non autorizza l’Istituto a funzionare come ente sovvenzionatore della Fnsi e delle sue strutture periferiche. L’Inpgi è tenuto a rispettare i princìpi stabiliti dall’articolo 2 del Dlgs n. 509/1994 “nei limiti fissati dalle disposizioni del presente decreto (Dlgs n. 590/1995, ndr) in relazione alla natura pubblica dell’attività svolta”. L’articolo 2 (I comma) del Dlgs n. 509/1994 è limpido e non ha bisogno di commenti: l’autonomia gestionale, organizzativa e contabile dell’Istituto non abbraccia e non ingloba le “elargizioni” di cui ai commi 8 e 9 (i commi, oggi sono 7 e 8. Ndr) dell’articolo 4 dello Statuto. Tale attività non rientra nella “natura pubblica dell’attività svolta” dall’Inpgi”. 

I soldi delle pensioni restino alle pensioni.


Riteniamo che un sindacato, Fnsi o Fasipress, debba utilizzare solo il denaro che gli proviene dalle quote sociali o dalle proprie attività. Non si tratta quindi di discutere sul sistema che l’Inpgi dovrà adottare per attribuire i contributi-finanziamenti (a pioggia o con decisioni singole) bensì cambiare sostanzialmente il modus operandi. Se le Associazioni regionali offrono un servizio (e in effetti ciò accade), si dia però esecuzione al Regolamento dell’Istituto, che prevede il ricorso ad una serie di procedure per l’aggiudicazione dei servizi stessi al miglior offerente. E le convenzioni siano quindi aperte ad altri soggetti. Non dimentichiamo poi che gli uffici privati (tali sono quelli del sindacato) non possono trattare pratiche degli iscritti in alcuni casi coperti dalla legge sulla privacy.

Singolare è infine che la Fieg (presente anche con un vicepresidente nell’Istituto) accetti che l’Inpgi sostenga il sindacato.

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