Lavoro nero: sanzioni da 1500 a oltre 8000 Euro per ogni addetto

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“Con la Circolare n. 38 del 12 novembre 2010 il Ministero del Lavoro fornisce  le prime istruzioni operative in materia di maxisanzione contro il lavoro sommerso, ai sensi dell’articolo 4 della Legge n. 183/2010 (c.d. Collegato lavoro)” spiega un comunicato del Ministero.
E prosegue: “Il Collegato lavoro introduce infatti una nuova nozione di lavoratore in nero, prevedendo una diversa modulazione degli importi sanzionatori. Cambiano anche le sanzioni civili connesse all’impiego di personale irregolare e da ultimo i soggetti competenti ad irrogare la sanzione”.

Nel dettaglio, sono previste due ipotesi sulle quale la norma interviene. La prima riguarda l’impiego di lavoratori subordinati per i quali non è stata data la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro. In questo caso la sanzione varia da 1.500 a 12.000 euro. La seconda ipotesi riguarda l’imprenditore che ha messo in regola il lavoratore dopo l’inizio del rapporto di dipendenza. In questo caso la sanzione va da 1.000 a 8.000 euro per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di 30 euro per ogni giornata di lavoro irregolare. Circa le sanzioni civili previdenziali connesse all’evasione dei contributi, in entrambe le ipotesi l’importo è aumentato del 50 per cento e sono applicate quando, al momento dell’inizio della visita ispettiva, siano scaduti i termini per il pagamento dei contributi e dei premi con riferimento al periodo di lavoro irregolare.

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