Odg, menzogne nella sfida elettorale

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Sul sito di una corrente sindacale della Fnsi è apparso questo commento, che pubblichiamo di seguito nella sua versione integrale.

LA NOTIZIA

Era possibile non sporcare questo confronto elettorale con la menzogna. Ma c’è chi ha ritenuto di attaccare il vertice dell’Ordine affermando il falso in tema di intercettazioni:

l’Ordine tace e non fa nulla per i colleghi e i cittadini.

Importanti studi legali sono in grado di documentare quanto lavoro è stato commissionato dall’Ordine per dare contributi ai parlamentari di buona volontà per evitare una legge bavaglio. C’è chi vive di dichiarazioni e crede di esistere solo perché appare. Le iniziative in piazza sono importanti, ma lo sono tanto più quando non vengono strumentalizzate da questa o quella forza politica o sindacale.

La battaglia per il diritto dei cittadini ad essere informati deve essere patrimonio di tutti e la sola bandiera accettabile è quella della libertà di sapere per poter scegliere.

Era possibile rivendicare i contributi dati all’ipotesi di riforma, tanto importanti quanto doverosi. Una ipotesi costruita insieme da tutto il Consiglio nazionale dell’Ordine. E’ la prima volta che in Parlamento c’è una proposta firmata da tutti i gruppi politici, compito nel quale chi guidava l’Odg nella passate consiliature ha puntualmente fallito.

Era possibile resistere alla tentazione di accreditarsi come gli unici protagonisti, della proposta di riforma, accusando il vertice dell’Odg di non aver saputo imporre al Parlamento tempi più stretti. Non è stato possibile anche perché, periodicamente, c’era chi dal vertice di altri organismi lanciava autentiche bordate contro la proposta, sostenendo che sarebbe bastato un Consiglio nazionale di 12 persone o affermando che i pubblicisti sono pieni di “imbianchini e parcheggiatori”. Il risultato? I parlamentari restavano disorientati e prendevano tempo.

Era possibile dire la verità sull’introduzione della incompatibilità tra incarichi all’Ordine e docenze nelle scuole di giornalismo. Ma il raptus dell’”ho fatto tutto io” ha portato ad attribuirsi i meriti di questo vertice dell’Ordine. E’ stato in questa consiliatura che la norma è stata introdotta, su proposta di questo vertice dell’Ordine. Nei 6 anni precedenti, sicuramente qualcuno di Autonomia e gruppi collegati lo avrà pensato. Ma la solidarietà ha impedito di proporla. Perché? Semplice. Autorevoli esponenti di quel gruppo insegnavano a pagamento nelle scuole che dovevano controllare. Sì, venivano pagati da chi dovevano controllare. Risultato: c’erano scuole che non avevano i requisiti essenziali per esistere. Erano 21 all’inizio di questa consiliatura: ora sono 17. Si occupavano (in qualche caso fingevano di occuparsi) di 654 allievi: ora sono 451.

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